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Per costituire una Società a Responsabilità Limitata (Srl) in Italia è possibile scegliere tra due diverse tipologie: quella tradizionale, regolamentata dal Codice Civile oppure la cosiddetta Srl a 1 Euro (capitale minimo di un euro),  formula agevolata e senza vincoli e requisiti di età. La disciplina di riferimento è quella della Srl semplificata (Srls), che ha inglobato la Srl a capitale ridotto (Srlcr). Vediamo in dettaglio le caratteristiche delle due diverse Srl, evidenziando analogie e differenze.

Srl semplificata

La  Srl semplificata è stata introdotta dal decreto legge 24 gennaio 2012 n. 1, convertito con modificazioni dalla legge 24 marzo 2012 n. 27 (l’articolo 3 introduce un apposito articolo del codice civile, il 2463-bis) ed è possibile costituirla in base al decreto ministeriale 23 giugno 2012, n. 138.

Le Srl semplificata non richiede ai soci costituendi limiti minimi di età (è stata eliminata la soglia dei 35 anni), abolendo anche l’originario obbligo di scegliere come amministratori soltanto giovani soci. Rimossi infine, anche gli obblighi di vigilanza del Consiglio Nazionale del Notariato. Restano invece:

  • Requisito di capitale da 1 a  9.999 euro.
  • Soci ammissibili una o più persone fisiche.
  • Capitale sociale sottoscritto e interamente versato all’atto della costituzione.
  • Denominazione sociale indicata in atto costitutivo, corrispondenza della società e spazio elettronico destinato alla comunicazione telematica ad accesso pubblico (“società a responsabilità limitata semplificata“), assieme ad ammontare del capitale sottoscritto e versato, sede della società e ufficio del registro delle imprese presso cui è iscritta.

Atto costitutivo e spese di apertura: deve corrispondere in linea di massima al Modello di Statuto Societario come prescritto dal D.M. n.138/2012, senza necessariamente adeguarsi alla versione aggiornata, che recepisce le modifiche introdotte con il D.L. n. 76/2013 (Decreto Lavoro). Il modello standard, “deve intendersi immediatamente modificato nelle clausole incompatibili con il D.L. n. 76/2013, le quali dovranno pertanto essere omesse”. Per le spese, non si pagano imposte di bollo, diritti di segreteria e onorario notarile. Per aprirla si spendono 168 euro di imposta di registro più le tasse camerali.

Srl tradizionale

La costituzione di una normale Srl – regolamentata dagli articoli da 2462 a 2483 del Libro V, Capo VII del Codice Civile – vede come analogia la responsabilità limitata: per le obbligazioni sociali risponde solo la società con il suo patrimonio. Diversamente, per aprire una Srl normale è necessario un capitale sociale minimo di 10mila euro. Non c’è un tetto massimo: se però il capitale sociale raggiunge la cifra minima prevista per le società per azioni (120mila euro) è obbligatoria la nomina di un collegio sindacale.

Atto costitutivo e spese di apertura: la costituzione di una Srl è più complessa, prevedendo un atto costitutivo con molte norme relative all’amministrazione della società, al recesso o all’esclusione dei soci, al controllo dei conti, ai termini per l’approvazione del bilancio, alle competenze dei soci e degli amministratori.

Aprire una società non è complesso, oggi purtroppo la vera difficoltà consiste nell’adempiere a tutti gli obblighi fiscali e burocratici che vi ruotano intorno. In molti casi, alle difficoltà burocratiche si aggiunge anche la difficoltà di tenere in vita le stesse società. In un contesto come quello attuale, dove si sta assistendo alla crisi di migliaia di imprese, è forse un po’ azzardato poter pensare che le imprese cessate e/o delocalizzate, possano essere rimpiazzate da nuove iniziative imprenditoriali. Però gli italiani devono avere fiducia.  Serve solo capire come!

Dati tratti da PMI.it

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