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Sprigiona la tua idea, crea il tuo progetto e poi presentalo al mercato online: puoi trovare utenti disposti a finanziarti.

Se la tua idea piace, la folla (Crow) contribuisce con donazione (Funding). Se l’idea non piace, l’asta si chiude senza lasciare traccia. Ecco una possibile soluzione per vedersi finanziata la propria idea: il crowfunding. L’utente online dà visibilità al progetto, valuta i feedback e, se sono positivi, incassa i finanziamenti che gli permettono di iniziare o espandere l’attività intrapresa.

Non esiste un oggetto predefinito, il crowfunding con un giro d’affari stimato in 5 miliardi di dollari nel 2013, ha fatto decollare linee di abbigliamento e reportage in Cina, startup digitali e negozi di accessori per bambini. L’unica distinzione è quella tra il crowfunding più tradizionale in forma di donazioni gratuite o con riconoscimento (donation-based e reward-based) e l’equity crowfunding, ovvero la raccolta di capitali di rischio per startup o aziende giovani.

Per capire come funziona bisogna, per prima cosa, valutare e individuare la piattaforma, cioè il sito che può contenere e pubblicizzare il vostro annuncio. Il diretto interessato scarica online la descrizione del suo progetto, indica la soglia minima da raggiungere (cosiddetto pledge)e una scadenza. A ogni finanziamento corrisponde un compenso (il reward), livellato a seconda della cifra versata.

Caso Americano

Kickstarter, colosso Usa specializzato in musica, cinema e videogame suggerisce una donazione media di 25 dollari e una scadenza massima di 30 giorni: se l’annuncio è più breve passa inosservato se invece supera i 30 giorni il donatore perde d’interesse o dimentica quanto letto al primo link di altri.

Vale la stessa cosa anche per le startup che cercano fondi?

Si tratta in questo caso di equity crowfunding, regolamento della Consob con la prima normativa ad hoc su scala mondiale.

Caso Italiano

Ipotizziamo che un gruppo di neolaureati voglia avviare una piccola casa di produzione multimediale. Lo “startupper” deve iscrivere il progetto ad una sezione apposita del registro delle imprese, carica l’annuncio sulle piattaforme che hanno ricevuto l’autorizzazione della Consob e aspetta la risposta dei risparmiatori: se questa è positiva scatta la raccolta di fondi online, con tanto di agevolazioni sotto determinate soglie di investimento.

I Portali

Per quanto riguarda il crowfunding “tradizionale”, la Forbes include nella sua top 10 mondiale siti come Kickstarter, Indiegogo e RocketHub. Sul fronte del business, la lista si allarga a nominativi italiani: tra i più noti Siamosoci, Produzione dal basso e Smartika. E’ di questi giorni il via libera della Consob a Starsup!, la prima società intermediaria nata dopo la regolamentazione dell’equity crowd-funding.

Quanto detto finora dimostra come questo strumento potrebbe realmente rappresentare un’importante ed innovativa opportunità per i giovani artisti sconosciuti di realizzare i loro progetti, per garantire loro e progetti una maggiore autonomia e indipendenza dai colossi dell’industria culturale. Tuttavia emergono dei punti critici.

Le criticità

Spesso i criteri utilizzati dalle masse riguardo la scelta di quali progetti finanziare risultano basati non solamente sulla qualità del progetto, quanto piuttosto sulla capacità della campagna di coinvolgere emotivamente i potenziali finanziatori, sugli atteggiamenti e comportamenti di richiedenti, in particolar modo la loro comunicatività e disponibilità alla relazione, oltre che sull’autorevolezza della piattaforma su cui sono inseriti.

Per quanto concerne le donazioni (reward-donation based), una delle maggiori criticità, consiste nella regolamentazione di questo sistema; non esiste ancora infatti alcuna normativa di riferimento che inquadri la disciplina e viene tutt’ora lasciato libero spazio alle interpretazioni.

Altro punto controverso riguarda le garanzie offerte ai finanziatori circa l’effettivo utilizzo dei soldi donati dagli utenti per lo scopo prestabilito. Le piattaforme infatti non offrono garanzie ai finanziatori circa l’effettiva realizzazione dei progetti, e quindi anche circa l’effettiva consegna delle ricompense, una volta raggiunto l’obiettivo prefissato. Questo potrebbe dare vita a frodi.

Dati tratti da “Il Sole 24 Ore”

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