Photo by Nagarajan Kanna

Ultimamente parlo solo di America, è vero, ma casualmente in questo periodo in cui sono negli States, sto trovando in vari siti articoli interessanti da pubblicare e condividere.

La domanda di oggi è la seguente: hai appena fondato una Startup e vuoi sapere come fare per espanderti sul mercato americano?

Beh, la risposta è semplice, devi trasferirti direttamente negli States facendoti ospitare da uno dei tanti acceleratori della Silicon Valley o della East Coast. In cambio di progetti promettenti, gli incubatori made in Usa sono pronti a offrire sedi operative, risorse finanziarie e strumenti per lo sviluppo del business.

Come scegliere l’acceleratore

La prima cosa da capire è quale acceleratore scegliere e solitamente la decisione va presa in base al business che la startup sta lanciando. Solo nella Bay Area di San Francisco ci sono oltre 50 acceleratori, alcuni dei quali focalizzati sul prodotto, altri sulle persone e altri ancora sui numeri. Tre sono di primissimo livello: Y Combinator, Techstars e 500 Startups.

Come prepararsi

Per comprendere in anticipo le caratteristiche richieste dalle varie strutture si possono seguire diverse strategie. Innanzitutto, controllare il portfolio delle aziende su cui hanno investito in passato gli incubatori. Poi, guardare con attenzione il sito di domande e risposte Quora. Su questo network i partner dei top accelerator sono particolarmente attivi e spiegano su quali realtà intendono investire.

Oltre a Quora, per documentarsi sui partner del fondo che gestisce l’incubatore, è d’obbligo seguirli su Twitter, ascoltare con attenzione eventuali loro interventi presenti su YouTube e partecipare a eventi in cui i soci fanno da speaker: sono occasioni per presentarsi e stabilire un primo contatto. In una seconda fase, si potranno contattare via e-mail e dire “Ricordi? Ci siamo conosciuti a quell’evento…”.

Cosa puntare e come muoversi

Concentrare le attenzioni solo su uno, in vista di una sola application. C’è chi fa domanda per tutti, ma non ne vale la pena, a meno che non lo si faccia solo per provare un’esperienza negli Usa. Fare bene un’application porta via tempo. Quindi, una volta individuata la struttura dei sogni, bisogna procedere con la candidatura. Di solito consiste in due step:

  • Richiesta scritta corredata di video in cui bisogna spiegare il prodotto, presentare il team, illustrare il progetto, far capire a che fase è, fornire numeri e metriche, chiarire cosa si vuole dall’acceleratore e cosa si può offrire.

Che problema può emergere? Se nelle prime cinque righe non si è scritto qualcosa che cattura l’attenzione, difficilmente si avranno chance di proseguire. Non si deve fare l’errore di parlare troppo del prodotto. Mettere invece, in evidenza il mercato di riferimento della startup e quanto vale potenzialmente in migliaia, o meglio ancora, in milioni di dollari.

E se hai già degli utenti interessati al tuo prodotto? Mostrali! Parla subito delle tue statistiche con dati il più reali possibili perché le vanity metrics, ovvero le metriche che servono solo a fare bella figura senza dire niente dell’andamento del progetto, vengono immediatamente scoperte. Se però non disponi di dati, non abbatterti, l’importante è dare il meglio, essere credibili, dare fondo alla passione e a tutte le risorse comunicative per far capire perché quel progetto sarà in grado di cambiare il mondo e di sbaragliare la concorrenza.

  • Slide e un colloquio in cui illustrare la propria startup in pochi minuti e rispondere alle domande degli investitori dell’incubatore.

Quindi, una volta passate le selezioni, le startup scelte entrano nella shortlist dove, è richiesto loro di prepararsi per un colloquio/pitch di circa 20 minuti in videoconferenza. Ma un’intervista prevede anche che i selezionatori facciano delle domande. In questo caso, un po’ come succede nei colloqui di lavoro, bisogna provare a immaginare tutti gli interrogativi sui potenziali punti deboli (La vostra idea non è già stata realizzata? Il mercato non è troppo piccolo?) e avere già delle risposte pronte.

A questo punto, tirare dei gran lunghi respiri e armarsi di calma oltre che di tanta fortuna! 🙂

Dati tratti da “Wired.it”

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