Photo by Kirill Kedrinski

Il mercato del CrowdFunding si conferma in netta espansione a livello globale. L’Italia è stato il primo Paese del mondo a dotarsi di una normativa organica sull’Equity Crowdfunding che è peraltro estremamente competitiva rispetto agli USA e quindi un appetibile mercato per la capitalizzazione delle imprese.

Cosa s’intende con Equity Crowdfunding?

Si tratta di un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone ed organizzazioni. E’ un processo di finanziamento dal basso, che mobilita persone e risorse. Il web è solitamente la piattaforma che permette l’incontro e la collaborazione dei soggetti coinvolti in un progetto di crowd funding.

Le start-up, proprio grazie al web, possono mettere in vendita online proprie quote trovando così un sistema alternativo per finanziarsi, in un momento in cui la restrizione del credito (il cosiddetto credit crunch) colpisce soprattutto le piccolissime imprese.

Ad oggi sono 3 le piattaforme iscritte al Registro Consob istituito dopo la definizione del primo Regolamento europeo per la raccolta online di capitali di rischio da investire in start-up: due imprese sono iscritte al Registro ordinario e quindi si presentano come portali di crowdfunding “puri” (“Starsup” e Assiteca crowd), mentre una soltanto è un’impresa di investimento iscritta alla sezione speciale, dedicato a banche e imprese d’investimento: Unicaseed (gruppo Unicasim). Vediamole meglio:

StarsUp – E’ il primo portale italiano di Crowdfuning ad essersi iscritto alla Consob nell’ottobre 2013.  E’ una startup con ha sede a Livorno, ed è stata fondata da tre commercialisti Matteo PirasCarlo Piras e Alessandro Scutti che da sempre interessati al crowdfunding hanno pensato che un’attività di questo tipo potesse davvero aprire un po’ di spazi anche nel nostro paese. L’attività è subito iniziata con una startup che ha aderito alla piattaforma; è la Cantiere Savona, startup sarda creata da Andrea Columbu, Giovanni Vacca e Mauro Bandini nel 2010, che richiede 380 mila euro. E come può contribuire un utente che volesse partecipare? StarsUp non esercita funzioni di intermediario in questo tipo di operazioni, quindi si potrà fare un bonifico per cifre che siano al di sotto dei 500 euro, mentre per cifre superiori sarà necessario recarsi in banca.

Assiteca crowd – E’ una società di proprietà di Assiteca, il principale gruppo italiano di brokeraggio assicurativo a capitale interamente privato. La società ha ottenuto a febbraio 2014 l’autorizzazione Consob per l’iscrizione al registro ordinario.

UnicaseedE’ il primo portale autorizzato dalla Consob a gestire l’intero processo di filiera che sta alla base della raccolta di capitali di rischio delle startup innovative, potendo non solo mettere “in vetrina” i progetti ritenuti meritevoli e dunque diffonderli, ma anche gestire l’intero processo di raccolta dei capitali a seguito delle eventuali adesioni all’offerta da parte degli investitori. Unicaseed, del gruppo Unicasim, è il primo intermediario finanziario italiano ad aver ottenuto l’iscrizione alla “Sezione Speciale dell’Albo tenuto dalla Consob”, sul quale sono annotati i Portali di equity crowdfunding delle SIM e delle Banche.

Regolamento Consob

Il regolamento Consob, in vigore in Italia da luglio 2013, attua quanto previsto dal decreto Sviluppo bis (dl 179/2012, convertito con la legge 221/2012), il quale ha istituito le start-up innovative e previsto la possibilità  di raccogliere capitali di rischio attraverso piattaforme online di crowdfunding.

La raccolta avviene nel seguente modo: se si raggiunge la cifra richiesta, si diventa azionisti a tutti gli effetti della società, altrimenti l’operazione non si effettua. C’è anche un’altra condizione: il 5% della start-up deve essere acquistato da investitori professionali, fondazioni bancarie, incubatori di start up innovative. Online, sono disponibili tutte le informazioni per l’investitore, che può anche entrare in contatto con la start-up, attraverso un’apposita interfaccia di dialogo.

INVESTITORI. Il portale assicura massima trasparenza nei confronti dell’investitore ed è al corrente del fatto che si tratta comunque di investimenti a rischio. Per operazioni sotto i 500 euro si gli investimenti possono essere portati a termine anche online, per importi più alti, invece, è necessario recarsi in banca.

START-UP. Le aziende devono possedere i requisiti di start-up innovativa, così come individuati dal Dl Sviluppo bis (Dl 179/2012, articolo 25). Il portale mette a disposizione della start-up una serie di servizi per valutare il progetto e per seguire l’intera operazione di raccolta di capitale.

Le offerte sono già partite: su Starsup, primo portale italiano per esempio, c’è Cantiere Savona, società nautica sarda aperta nel 2010 che ha raccolto circa 37mila euro, il 10% del capitale richiesto di 380mila euro.

Dati tratti da “PMI.it”

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