Photo by Сергей Лепехин.

Nel mio ultimo articolo ho parlato di PROCRASTINAZIONE e devo dire che è stato molto terapeutico rifletterci su!

Non trovi che la procrastinazione molto spesso vada a braccetto con l’ESITAZIONE?

Ho deciso di andare fino in fondo a questi due grandi mostri delle nostre giornate!

Are you ready? :)

Procrastinare è un’attività piuttosto nota a tutti noi, che ci coinvolge molte volte nell’arco di una giornata, che “ti prende e ti molla” a seconda delle situazioni, ma che si può combatte con poche e semplici regole di, allenamento e buon senso. Affrontare, invece, il tema dell’ESITAZIONE penso sia un po’ più oneroso ^_^

Ho iniziato a rifletterci proprio in questi giorni perché mi è capitato di leggere molti libri interessanti che trattano del raggiungimento dei propri obiettivi, della tenacia personale di chi lavora per la realizzazione dei propri sogni, e di chi è abituato a non mollare MAI di fronte ad una sfida, e di contro, invece, vedo intorno a me situazioni molto diverse di persone che fanno fatica a trovare il proprio scopo e la propria realizzazione. Io stessa, alcune volte, mi trovo ad esitare di fronte a ciò che voglio fare veramente .

Qualche giorno fa stavo chiacchierando con una mia carissima amica a proposito di uomini! ;-)

Sembrava che il tema fosse legato alla continua delusione di non trovare mai il principe azzurro, il ragazzo dei nostri sogni, la persona perfetta di cui innamorarsi… ecc,ecc!

È molto tempo che questa mia amica non è più innamorata e da quello che raccontava è sembrato che per quanto si impegnasse e avesse voglia di conoscere persone nuove… il mondo le voltasse continuamente le spalle! Insomma, una sconfitta dietro l’altra, fino a che…

Lei stessa ci racconta di aver conosciuto un tipo che le piace molto, una persona che è entrata nella sua vita per motivi di lavoro, che probabilmente ci resterebbe ancora per poco tempo, e che potrebbe effettivamente essere così, sulla carta, il tipo giusto! Comincia a descriverlo: carino, intelligente, colto, ingegnere, imprenditore, guarda caso che vive e lavora dalle sue parti, un paio di anni più grande e molto disponibile e gentile verso di lei, almeno nelle poche occasioni in cui avevano potuto scambiare qualcosa di più che un “ciao”.

Noi amiche saltiamo sulla sedia di fronte a questa descrizione e con tutto il fiato che abbiamo in corpo gridiamo: “E’ perfetttoooooooooooooooooo! Chiedigli di uscire!”

Ora, lo so a cosa starai pensando, è chiaro che di solito… si preferirebbe che fosse il nostro futuro principe azzurro a chiederci di uscire, ma… se il principe azzurro ipotetico in questione è un tuo fornitore… tu sei il cliente e il rapporto di lavoro vi sta nel mezzo… più che dare EVIDENTI :-) segnali di interesse con complimenti, sorrisi, smodata cortesia e disponibilità… il tutto condito da grande discrezione e rispetto (detto da lei!)… insomma, poveretto ;-) … cosa deve fare se non attendere un segnale di conferma dalla mia amica??????!!!!!

Il segnale di conferma avrebbe potuto essere l’invito a prendere un caffè, una roba semplice, tanto per rompere il ghiaccio… una cosa che nessuno fraintenderebbe mai se… non si avesse voglia di farlo ;-) … giusto? ;-)

E dunque noi tutte in coro era proprio questo che stavamo gridando! “Orsù, invitalo per un caffè!!!”

Ebbene, in quell’attimo… il volto della mia amica ha cambiato colore… la paura si è materializzata nei suoi occhi… la certezza del rifiuto ha fatto breccia nel suo cuore… lo sguardo si è incattivito… la bocca si è stretta come una cerniera isolante!

E con tono remissivo ha sentenziato: “Non ci penso neanche.”

Punto.

Bhè tutto normale… un po’ di emozione ci sta… e noi, da brave amiche “rompipalle”, abbiamo continuato ad invocare a gran voce il necessario e fondamentale segnale di interesse che fa parte di un normale flirt tra due adulti, o mi sbaglio? ^_^

Bhè, la cosa è durata parecchie ore… peggiorando lo stato della mia amica che è arrivata a dichiarare: “Assolutamente no, o mi cerca lui oppure lo lascio andare senza neanche provare a conoscerlo”.

Punto.

Quante volte ti è capitato di trovarti in una situazione simile? (intendo… di essere dalla parte delle amiche, ovvio! ^_^)

Immagino che in quel momento il suo pensiero fosse che per quanto potesse essere una cosa giusta da fare, una cosa che potrebbe farti avere successo, una cosa facile, semplice, non impegnativa e che in cambio potrebbe portarti tanta felicità… tu cosa fai?

Tu hai paura. Esiti. Perdi l’attimo.

Questa storia mi ha colpito molto perché subito dopo la sua assertiva esitazione ho visto che la mia amica era più triste ed amareggiata di prima, il suo sguardo si è abbassato come ad ammettere di trovarsi a sbagliare ancora una volta… e certamente non ha trovato le risorse per fare quel passo che forse in quel momento avrebbe segnato un cambiamento emotivo straordinario per lei e, chissà, anche per  il suo futuro.

I vocabolari attribuisco al verso “esitare” il significato di “essere incerto, perplesso, dubbioso”, mentre l’etimo della parola viene dal latino, dal verbo che indica “restare attaccato”.

L’esitazione, dunque, sembrerebbe una specie di soglia su cui ci si trattiene.

Ho letto la citazione di un filosofo tedesco, Joseph Vogl, che in un libro molto acuto sull’esitare sostiene che si tratta di un vero e proprio “spazio del pensiero”.

Di più: l’esitare è l’ombra che accompagna ogni decisione.

A sua volta anche “decidere” contiene il gesto drastico del “tagliare via”.

Credo che oggi si possa dire che viviamo in un’epoca in cui il tema del SAPER DECIDERE domini sovrano come l’elemento in grado di farti fare la differenza.

È un tema trattato molto spesso anche in ambito Mental Coaching: l’uomo che sa DECIDERE pare possedere maggiori possibilità di farcela.

Tuttavia, l’ombra della decisione si allarga sempre di più su molti di noi: l’esitazione è quella condizione che fece dire a qualcuno tanto tempo fa “Essere o non essere?” :) , e che oggi potremmo rinominare come “Ce la farò oppure fallirò come mi capita di solito?”… “ Vale la pensa sognare oppure tanto è solo tempo perso?”

Se ci pensi questa condizione è troppo permanente nella nostra vita.

Non è un caso che decisione ed esitazione si bilancino in una sorta di condizione schizofrenica di incertezza dell’individuo!

Mi piace molto l’etimologia del “restare attaccato” a qualcosa o a qualcuno.

Ma a che cosa?

Quando rimani attaccato a qualcosa è perché sei certo che non la vuoi perdere, sei certo che appena ti stacchi da essa… potrebbe sfuggirti la tua condizione.

Ebbene, se si trattasse di una cosa unicamente materiale avremmo ragione di esitare se non vogliamo staccarci da un oggetto a cui teniamo, ma… quante volte nella nostra vita si tratta veramente di un oggetto? E quante volte invece si tratta di noi?

La paura della mia amica era senza dubbio la paura del salto nel vuoto, il rischio che ogni tanto la vita ti mette di fronte, ma la differenza è che se salti o se decidi semplicemente di staccare i piedi da terra… potresti anche volare! Rischiooooo! :)

Questo accade perché non siamo scollegati da ciò che determina la causa del nostro esitare, siamo noi stessi al centro di tutto nei momenti in cui sappiamo che stiamo esitando e non facciamo nulla x fare quel passo!

Che cosa ce lo impedisce?

La paura di non sapere in che direzione andare.

Ecco allora che l’arma migliore per combattere l’esitazione è forse proprio quella di concentrarsi sulla nostra DIREZIONE, darsi degli obiettivi chiari , fondati su uno scopo più alto che deve essere alla base della nostra vita.

Ti è mai capitato di trovarti ad un corso (^_^) , o ad una conferenza e nel bel mezzo del dibattito aver pensato ad una cosa intelligente da dire, ad una domanda da fare… ma nel momento in cui avresti potuto parlare hai deciso di non alzare la mano?

Ti è mai capitato di pensare ad una situazione di intimità con una persona e capire che vorresti dire tante cose meravigliose che in quel momento ti nascono nel cuore e nella mente come un fiume in piena e poi… quando sei di fronte a questa persona DECIDI invece di non dire o non fare nulla?

Ti è mai capitato di coltivare un sogno, un’idea brillante… un’avventura a cui vorresti dare corpo, a cui pensi intensamente  come se dal giorno dopo dovessi partire, fare, costruire… e poi?… un minuto dopo la tua mente pensa già “ Ma no, dai, lascia stare, tanto non è fattibile

Bhè, non so tu, ma io ne ho tanti di questi momenti :)

E anche di me stessa posso dire che si tratta di una grandissima e fottutissima paura di fallire! :-)

Maaa… hai mai pensato che non è possibile in alcun modo fallire qualcosa che semplicemente non si fa?

Se decidessi di farla probabilmente avresti bisogno di tracciare una strada, una linea di demarcazione, una direzione verso la quale fare almeno quel primo passo, giusto?

E dunque, non sarà che più forte della paura di fallire… c’è la paura invece di averci azzeccato alla grandissima, al 110%! Di aver avuto un’idea tanto brillante che si ha più paura di non saperla gestire che di fallire??? ;-) 

(Beccatooooo ^_^)

Nel mio cuore credo fortemente che anche la mia amica avesse un gran paura di piacere tanto a quella persona che…  se così fosse, bhè, è impegnativo gestire il dopo, non trovi????!!!! ^_^

È certo, tuttavia, che se nelle nostre vite avessimo esitato sempre, forse oggi saremmo ancora dei neonati in fasce! E serviremmo molto poco al nostro amato Mondo, oppure non sapremmo cosa sono emozioni come l’amore, il successo, la vittoria, la gioia, la paura, l’adrenalina o… le farfalle nello stomaco! ^_^

Tutte queste cose invece sono proprio quelle che accendono le nostre vite, le rendono migliori e ci fanno stare bene senza alcun motivo.

Mi sono trovata molte volte nella condizione di esitare, e ti dirò che fino ad un paio di anni fa vivevo costantemente in questa condizione; poi ho scoperto che l’unico modo per capire come sarebbe stato il dopo… era proprio FARE QUEL PASSO!

Immediatamente comprendi se quella direzione sia giusta per te oppure no.

Immediatamente scopri una direzione in cui andare!

E non importa se l’obiettivo inizialmente non è chiaro e trasparente, lascia stare, non fa nulla!

Tu continua a camminare… chissà che strada facendo non decidi di cambiare strada, e di cambiare anche il tuo focus! Non potrai mai saperlo senza fare quel primo passo!

La cosa importante è avere la consapevolezza che ognuno di quei passi è concretamente un successo rispetto alla certezza del nulla che ti dà quell’attimo di esitazione.

Quando percepisci che ancora una volta ti prende quella brutta bestia dell’Esitazione

Tu, fai una cosa: ma attento! Intendo… fai fisicamente questa cosa:

Alza  lo sguardo… ovunque tu sia, TESTA ALTA! E inizia a camminare.

Alzati.

Alza la mano.

Prendi il telefono.

Il tuo unico fallimento sarà non superare l’esitazione.

Il grande dilemma è FARE o non FARE?

Risposta: MAI ESITARE!

Sbagliare, lottare, sudare, pregare, amare.… ma MAI ESITARE!

Del resto, qualcuno lo aveva già spiegato molto bene prima di me… !! ;-)

Scritto da Silvia Tomba il 6 dicembre 2012

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