Photo by Natasha Lesonie.

Nell’era delle comunità connesse da valori condivisi, conoscenze, risorse, spazi digitali e fisici, le nostre città stanno cambiando sotto la spinta di nuovi modelli organizzativi e sociali, ovunque nel mondo. Soprattutto il nuovo che avanza si afferma secondo logica crowd, conoscenze crowdsource, progetti in crowdfunding, co-working (o coworking) ed economie collaborative. Si può affermare che la visione di Ivan Illich di un modello conviviale di società sia diventata progressivamente possibile attraverso la trasformazione operata dal web, prima sulle nostre abitudini, poi sui nostri spazi. Abbiamo abitato case digitali, popolato domini e costruito piazze online per le nostre socialità di rete, e oggi riscopriamo il valore dei luoghi collaborativi che fanno già parte della nostra koinè culturale, e che oggi si adattano alle nuove funzioni, tra relazioni e lavoro nell’era post digitale.
Ma a guardarci dentro il mondo è cambiato radicalmente o stiamo forse riscoprendo modelli che già ci appartengono?
Dalla comunità al blog e ritorno: venticinque anni fa il mondo è entrato in rete con la convinzione che si trattasse di uno spazio virtuale, un altro mondo. Oggi le cose stanno diversamente, tanto che le virtualità sono più che mai fisiche e permeano regolarmente le vite reali delle persone, influenzando la natura degli spazi, privati e pubblici, e le modalità di relazione tra gli individui.
Reti di persone (Internet of people): in questo senso è come se l’era digitale abbia smontato e ricostruito una semantica delle relazioni, e le persone abbiano imparato a raccontarsi, conoscersi e condividere attraverso il web, ed ora la stessa cultura collaborativa si sposta nel campo dei luoghi fisici del lavoro e del tempo libero. Per dirla con le parole di David Gauntlett, autore de La società dei makers, oggi ‘fare è connettere’.
Lavorare in cerchio (Circle activities): i luoghi conviviali e collaborativi appartengono alla cultura dei nostri genitori, dei nostri nonni e ancora più indietro, quando il mondo era fatto senza fili e basta, quando le uniche connessioni erano le strette di mano, e le braccia il motore di tutto. Nella ricostruzione di una nuova visione collaborativa dove fare le cose insieme significa ri-connetterci, questi valori tornano al centro delle nostre comunità.
Valori condivisi (Sharing values): la condivisione degli spazi produttivi avanza come nuovo approccio sociale, piuttosto che necessità di organizzazione economica. Crescono le quote sociali di sharing economy, open source, makers, fablabs, coworking, crowdfunding, valute alternative e altro ancora.
Il coworking (Co-Working values): il 4 dicembre 2013 il Coworking è stato ufficialmente riconosciuto dall’Ue. Il Parlamento Europeo ha discusso il concetto di coworking, di come esso contribuisca alla crescita dell’economia europea, e a sua volta, in che modo l’Ue può contribuire alla crescita del coworking. Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione Ue ha dichiarato che il coworking è il motore dell’economia del futuro. I Coworking sono luoghi dove l’innovazione, la collaborazione, l’economia, il lavoro e le idee, non sono solo parole; sono spazi dove le cose accadono, e questo è ciò di cui molte persone hanno bisogno. Una strada tutta da costruire ma che già sta ponendo le sue fondamenta all’interno della comunità europea e nelle singole nazioni.
Ma quali sono i luoghi del fare insieme nella cultura del nostro passato e presente?
Vuoi suggerire una tua idea o vuoi condividere un tuo pensiero con noi di AREA Coworking?

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