Photo by Lucas Foley.

Secondo quanto pubblicato da Deskmag, nel marzo 2013 più di 110.000 persone lavoravano in uno dei circa 2500 spazi di coworking disponibili in più di 80 Paesi. In confronto al 2012, c’era l’83% di spazi in più. Considerando solamente i giorni lavorativi, in un solo anno abbiamo visto l’emergere di 4,5 nuovi spazi di coworking al giorno e in merito alla quantità di coworker si è arrivati alle 245 persone in media per giorno. C’è stato un aumento del numero di membri pari al 117% nell’anno 2012.
Il coworking si è diffuso in maniera virale in tutti i continenti: le economie avanzate sono in cima con circa 1100 spazi in Europa e 860 in America del Nord, ma in Paesi emergenti come il Brasile c’è una larga incidenza del fenomeno, che ha raggiunto persino economie poco sviluppate come alcuni Stati africani e le ex Repubbliche sovietiche.
Per quanto riguarda il numero di membri, in Europa questo continua a crescere di più rispetto al Nord America. In merito alle città invece, Londra con più di 80 spazi ha superato New York; segue Berlino al terzo posto. La presenza dilagante di spazi di coworking in determinate città dipende ovviamente dal brio e dalla vitalità che caratterizzano e rendono invitante quel luogo. Ovviamente i numeri non ci dicono nulla sulla qualità degli spazi di coworking individuali, tuttavia con il loro notevole aumento sempre più persone avranno la possibilità di trovare spazi di coworking adeguati alle loro esigenze.
Secondo un sondaggio fatto da Deskmag nel 2012, l’età media dei coworker è 34 anni, circa due terzi sono uomini e la maggior parte di loro sono laureati. Il 50% di loro è composto da liberi professionisti, il 14% si ritiene in qualche maniera imprenditore e il 24% dice di essere impiegato.
La maggior parte di loro sono freelance che lavorano nel mondo del web, ma la tipologia si sta ampliando, arrivando a coinvolgere sia professionalità classiche come avvocati e commercialisti sia creative come artisti e fotografi. Molti utenti prima di entrare a far parte di un coworking lavoravano da casa, ma la maggior parte frequentava i coffee shops. Riguardo appunto all’opportunità di lavorare da casa, la maggior parte degli utenti intervistati ha riferito di preferire il coworking per l’atmosfera, il sentirsi parte di una comunità, e l’interazione, fattori che garantiscono maggiore produttività e combattono l’isolamento professionale a cui invece costringe il lavoro da casa.

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