Photo by Paul Indigo.

In uno spazio di coworking puoi sentire parlare tutte le lingue del mondo!

Si tratta di luoghi da scoprire che potenzialmente saranno la seconda casa per chiunque investa il suo tempo in quelle mura.
Chi prova questa esperienza scopre di sentirsi meno isolato, di ampliare le reti sociali e di aumentare la propria produttività e la fiducia in se stesso.

Ma lo sviluppo concreto dei siti coworking dipende anche dal territorio circostante. Ecco perché spostandoci tra gli Stati notiamo delle differenze che vanno ad aumentare la potenzialità del fenomeno in senso stretto: la storia di un Paese, la sua conformazione geografica, la cultura imperniata nelle mura cittadine vanno ad influenzare questo fenomeno che trae dall’ambiente che lo circonda tutta la sua energia.

Scopriamo le caratteristiche principali del coworking in Europa.
Qui di seguito vediamo come il fenomeno si è sviluppato nel Vecchio Continente con il focus su alcune città europee in cui il coworking si è sviluppato in maniera caratteristica, legando tale sviluppo alla conformazione cittadina.
L’Europa guida la tendenza occidentale per quanto riguarda il trend di crescita degli spazi di coworking: possediamo un sistema di nodi diffusi su tutto il territorio comunitario e ricchi di talento creativo. In Germania ritroviamo 230 spazi, in Spagna 199, in Gran Bretagna 154, in Francia 121 e in Olanda 39 (dati fine 2013). Tuttavia, analizzando i dati, sembra che il movimento coworking tedesco, rispetto ad altri Paesi, sia già molto ben sviluppato. In questo Stato si ritiene che il desiderio di condividere sia più forte, forse per la struttura federale decentralizzata. La forte crescita di questi spazi risulta anche possibile grazie alla distanza delle città l’una dall’altra. Nei grandi Paesi federali come gli Stati Uniti, le grandi distanze tra le posizioni potrebbero causare un’interazione limitata. Eppure, in Germania, le città sono abbastanza lontane da non creare affollamento, ma abbastanza vicine da consentire frequenti viaggi e incontri.
Berlino
Negli ultimi anni Berlino è diventata uno dei centri globali per il coworking: i bassi costi di vita e gli affitti a buon mercato hanno creato un ambiente perfetto per lavoratori indipendenti innovativi e per chi fa startup. Un eccesso di stabili industriali e uffici ha fatto sì che si creasse l’idea di coworking space, che è riuscita a trasformare gli spazi manifatturieri inutilizzati in stanze per l’interazione tra freelance. Ci sono spazi di coworking per rispondere a tutti i gusti e budget: dai rumorosi e basici spazi agli stilosi flash business center. Il clima open-minded favorisce la pace dei sensi e l’ottimismo in quanto dà la possibilità di fare uno strappo alle regole in un’atmosfera di creatività contagiosa.
Londra
È una delle città europee in cui il coworking ha preso piede maggiormente, eppure il numero di spazi è in realtà piuttosto basso considerando le dimensioni della città. Numero limitato di uffici sfitti ed alti affitti, in particolare nelle vaste aree del centro urbano, hanno rallentato la crescita del coworking per lungo tempo. La crisi finanziaria globale ha riacceso il motore del movimento e ora ci sono anche diverse nuove catene di coworking in fase di pianificazione. La capitale britannica è la prima in materia di diversità di spazi coworking. Londra è una città prescrittiva, una città all’avanguardia, soprattutto per quanto riguarda le startup nascenti. Il profumo che si respira nell’aria è collaborativo e le industrie creative sono interessate ad attrarre investimenti. In questa città il consumismo è onnipresente, l’obiettivo che sembra vincente è quello di monetizzare l’idea a ogni costo. Uno dei quartieri in cui si è sviluppato di più il fenomeno è Hoxton, a nord della City, che dagli anni ’90 è divenuta area fashion e popolare, fitta di gallerie d’arte e caffè. Il cambiamento ha portato all’aumento degli affitti, ma questo non ha rallentato la diffusione del fenomeno.
Parigi
A Versailles, grazie al sostegno di Versailles Grand Parc e all’intraprendenza del Club des Créateurs d’Enterprises e della società BulkyPix, è nato uno spazio di coworking del tutto particolare, Versailles Digital Avenue, dedicato allo sviluppo delle imprese multimediali, del mobile e del variegato universo dei videogiochi. Al piano terra di un hotel, l’obiettivo è promuovere giovani startup, sviluppatori di idee, prima ancora di progetti, che incarnano il dinamismo e l’innovazione della moderna imprenditoria del web. Peculiare è l’elevato numero di telefoni e tablet a disposizione, indispensabili per qualsiasi sviluppatore di applicazioni mobili: se ne contano già 80, anche se l’obiettivo è raggiungere quota 200. François de Mazières, presidente di Versailles Grand Parc, sottolinea che “grazie a questo acceleratore di talenti, intendiamo promuovere lo sviluppo di progetti e di giovani speranze nel mondo dei multimedia, garantendo loro i mezzi necessari”.
L’Anticafè di Parigi è un particolare bar-coworking dove i lavoratori nomadi si ritrovano molto spesso a lavorare. Una comunità di giovani creativi che, insieme, fanno nascere progetti innovativi condividendo le proprie conoscenze ed esperienze professionali. Si organizzano serate musicali e tornei di giochi di società, ma anche conferenze e dibattiti informali, per favorire la crescita della comunità e aiutare giovani talenti a conoscere persone interessanti.
Barcellona
La Spagna ha uno dei più alti tassi di disoccupazione nell’UE pari al 27.8%, con un tasso che raggiunge il 50% per quanto riguarda la popolazione giovanile. Il coworking non risolve tutti i problemi, ma per coloro che vogliono lavorare in maniera più autonoma, a fine 2013 risultano attivi più di 40 spazi di coworking reali a Barcellona, che offrono sostegno e una migliore possibilità di lavoro.
In questa città quindi il coworking nasce come risposta alla crisi. Cristina Martinez-Sandoval Riera ha importato l’idea del coworking da San Francisco a Barcellona, fondando nel 2007 il primo spazio di coworking della Spagna, il Gracia Work Center: si tratta di un loft perfettamente ristrutturato, situato nel quartiere di Gracia, in cui è possibile condividere conoscenze, creare nuove sinergie e networking, sviluppare obiettivi e ottenere risultati, senza tralasciare la possibilità di fare amicizia, il tutto all’interno di un ambiente di lavoro accogliente e tranquillo, con la massima flessibilità di orari. Inoltre i coworker che hanno frequentato questo spazio sono di diverse nazionalità: ad oggi è possibile che si ascoltino lingue diverse quali il catalano, il castigliano, l’inglese, l’italiano, l’olandese, l’ungherese, il francese e il portoghese.
Amsterdam
La capitale olandese ha la peculiarità di avere un’alta densità di popolazione. Proprio per questo, tra canali e bici si incontrano alcuni tra i più bei siti di coworking in Europa, molto vicini tra loro, in cui la motivazione e l’autonomia fungono da base per l’etica del lavoro, sostenendo uno dei coworking più sani.
Nata su idea di un gruppo di programmatori, Appsterdam è una rete di professionisti attivi nell’ambito della realizzazione di applicazioni di qualsiasi tipo: mobile, web, embedded o desktop. Il gruppo promuove la cultura digitale in maniera completa, includendo sviluppatori, designer, esperti di comunicazione, di marketing, di economia e legge. The Hub sito in Jordaan è uno dei primi spazi di coworking ad aprire nella capitale olandese. The Hub Amsterdam è situato in un ex edificio scolastico risalente al XIX secolo, ed è molto di più di un semplice coworking: è una community e insieme un incubatore di impresa. E’ anche possibile partecipare ad eventi, incontri di approfondimento e workshop a tema che aiutano ad avviare e far crescere startup.

Nel prossimo post parleremo della situazione in America.

Interessante, vero?

Tanti spunti da cui attingere nuove idee che metteremo in atto in AREA Coworking! Stay tuned! 😉

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