Photo by Durakoglu Ozkan.

A un bambino basta una matita per inventarsi un mondo, perché a un bambino tutto sorride.

Anche un paracarro grigio in cemento.

Rimanere bambini non è un segno di immaturità ma anzi di grande maturità e serietà. Nella sua scuola di fantasia, Rodari ci invitava ad avere il coraggio di «sognare in grande», di dire no quand’è necessario, di seguire il dovere che abbiamo di cambiare il mondo in meglio, senza accontentarci dei mediocri cambiamenti di scena che lasciano tutto com’era prima.

Seguendo questo pensiero, l’azione più coraggiosa che possiamo fare come adulti è quella di continuare ad immaginare.

Parafrasando Matisse, l’immaginazione richiede coraggio.

Richiede costanza, sicurezza di sé e, soprattutto, profondità.

Immaginare vuol dire non fermarsi alla prima impressione. Vuol dire avere un pensiero critico proprio che permette di superare i luoghi comuni. Vuol dire non perdere mai l’entusiasmo. Vuol dire domandarsi il perché delle cose. Avere la mente piena di punti di domanda e darsi sempre delle risposte. Anche se inventate.

Vuol dire credere nelle nostre idee.

Anche quando tutti ci dicono che sono irrealizzabili.

E voi che ne pensate?

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